La BCE aumenta ancora i tassi d’interesse principali dell’eurozona. Non conviene più acquistare casa?

Panico e sfiducia

Da oltre 1 anno stiamo assistendo ad un continuo aumento di prezzi di beni e servizi. Avevamo quasi dimenticato il significato del temine inflazione. I mutui per l’acquisto della casa hanno avuto per anni tassi bassissimi sino alla scorsa primavera. Cosa è successo? La Banca Centrale Europea, per contrastare l’inflazione dei prezzi, ha disposto un aumento dei tassi del costo del denaro sia lo scorso settembre che a fine ottobre.
Anche se la ricetta della BCE non trova tutti gli economisti d’accordo, la via tracciata per combattere l’inflazione non sembra poter subire cambi di direzione.

In che modo l’aumento dei tassi d’interesse influisce sui rimborsi dei mutui?

L’interesse sul capitale prestato dall’istituto di credito può essere variabile, quando si basa sull’indice Euribor, oppure fisso, se prende come riferimento l’indice Eurirs. A questo che rappresenta il costo base del denaro, viene aggiunto il guadagno della banca: il “terribile” spread, variabile tra 1% e 3% a seconda della durata del rimborso del debito o degli importi richiesti.
Di fatto, se fino a metà 2021 il tasso di interesse totale era costituito principalmente dalla componente “spread”, oggi, dopo l’incremento del costo del denaro, il tasso di interesse di base è arrivato a doppiare la componente di guadagno della banca nel caso dei prestiti a tasso fisso. L’indice Euribor a 6 mesi ha subito un costante aumento dai tassi negativi di fine 2021 sino agli attuali (novembre 2022) +2,13%; l’indice Eurirs a 30 anni si è comportato decisamente peggio, passando in 12 mesi dallo 0,5% a oltre il 2,5%.

Chi desidera acquistare casa sottoscrivendo un mutuo che genere di conseguenze dovrà affrontare?

Chi è in procinto di comprare un’abitazione, e per farlo intende sottoscrivere un mutuo, non avrà più innanzi offerte a tasso vicino allo “0”.
Sempre che non si riceva una casa in eredità, si viva in comodato d’uso gratuito o si possa godere di un usufrutto, infatti, l’alternativa all’acquisto è costituita dall’affitto. Numerosi “santoni” esperti “guru” di finanza personale sostengono che l’acquisto di una casa sia uno spreco di denaro qualora l’abitazione non produca un reddito. Eppure anche un bambino capirebbe che non acquistare una casa per rimanere in affitto sarebbe assurdo.

Panico e indicazioni contrastanti suggeriscono solo attesa ed immobilismo?

L’acquisto di una casa costituisce un momento fondamentale della vita, il materializzarsi di un sogno, oppure una forma di investimento. In ogni caso la prudenza è l’atteggiamento più saggio per non commettere errori di valutazione dettati da scelte affrettate, ma non ha alcun senso attendere per sperare che i tassi di interesse diminuiscano e quindi decidersi ad acquistare.
Così come aumenta la rata del mutuo, anche il costo degli affitti aumenta; il mutuo tuttavia, a differenza dell’affitto prevede un termine. Ipotizzando infatti di poter destinare alla voce “spesa per la casa” circa il 30% dei propri guadagni mensili, al termine del pagamento del mutuo questo costo nel bilancio familiare si azzera restando interamente nelle disponibilità personali.
È necessario quindi un cambio di prospettiva e valutare il costo per il possesso della casa che si acquista nel medio-lungo periodo e non solo il costo degli interessi sul capitale da versare alla banca.

Perché comprare conviene sempre? Facciamo un esempio pratico:

Paolo e Francesca sono una giovane coppia di 30 e 27 anni che decide di acquistare casa in periferia. L’acquistano per 200.000 €, versano 40.000 € dei loro risparmi e sottoscrivono un mutuo a tasso fisso per i restanti 160.000 € pagando 610 € al mese per 30 anni. Alla fine del periodo, dopo aver versato all’istituto di credito 219.600 €, possono destinare 610 € alle proprie passioni.
Matteo e Luisa, loro coetanei, non riescono a decidersi e trovano un appartamento a 2 passi dal centro a 580 €/mese. Anche per loro passano 30 anni in quella casa e, pur facendo varie proposte di acquisto al proprietario, si trovano ad avergli versato la cifra di 208.800 €.


Quale coppia ha fatto la scelta più saggia?